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Sono nata dalla luna

1 aprile 2005
Regia
Maria Assunta Calvisi
Nel ventennale della scomparsa di Italo Calvino, ci è sembrato opportuno proporre uno spettacolo che, pur rispettando lo stile inimitabile, le atmosfere magiche di Calvino ("La distanza della luna"), utilizza una chiave di lettura insolita e originale: l'arte circense.

"E' la prima cosmicomica che ho scritto... è la più surrealista, lascia via libera a una fantasia di tipo onirico, combinando in una sola parola i due aggettivi cosmico comico ho cercato di mettere insieme varie cose che mi stanno a cuore. Nell'elemento cosmico per me non entra tanto il richiamo dell'attualità "spaziale", quanto il tentativo di rimettermi in rapporto con qualcosa di molto più antico. Nell'uomo primitivo e nei classici il senso cosmico era l'atteggiamento più naturale; noi invece per affrontare le cose troppo grosse abbiamo bisogno d'uno schermo, d'un filtro, e questa è la funzione del comico."

Così parla l'autore, che come pochi riesce ad unire il fantastico al quotidiano, nel costante tentativo di rimetterci in contatto con qualcosa di antico ed essenziale per la nostra esistenza: l'immaginazione. E' una fantasia onirica, unita alla comicità leggera che ha guidato la messinscena dove un'attrice acrobata narra la sua storia muovendosi in uno spazio senza gravità, figlia di atmosfere e superfici lunari.

In scena due musiciste di sicura professionalità: Chiara Vittone all'arpa e Loredana Cabras al flauto traverso che interverranno nell'azione scenica per sottolineare, commentare con la musica ma anche interagire con l'attrice.

Lo spettacolo affascina e incanta un pubblico adulto e bambino.