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Nonostante Gramsci

1 aprile 2006
Regia
Maria Assunta Calvisi
Con
Luana Brocato, Cristiana Camba, Lucia Incarbona, Teresa Spano
Costumi
Marco Nateri
Musiche
Rossella Faa
Voce di Gramsci: Nino Nonnis

Cantante: Stefania Secci

Riprese e montaggio video: Valentino Cappai

Per il video gli attori: Miana Merisi, Luigi Tontoranelli, Giulia Fo, Chiara Farci, Valentina Bellu

 

Il pensiero di Antonio Gramsci, preveggente e anticipatore come solo quello partorito da grandi menti può essere, è stato studiato, analizzato, condiviso, contestato, in ogni caso tradotto in tutte le lingue, insegnato nelle scuole.

Le sue lettere dal carcere ci hanno poi aperto una porta sul suo mondo interiore, intimo, sui suoi affetti, sulle curiosità, amarezze, convinzioni, delusioni, nonostante tutto speranze...

Ma a chi raccoglieva i suoi fogli, non erano sembrate particolarmente significative le lettere di sua moglie Giulia Schucht e della sorella sorella di lei, Tatiana: "odorano di marmellata e bambini, insignificanti!" lettere di donne...

Quando Adele Cambria, donna e giornalista in quegli anni Settanta fervidi di movimenti e tensioni ideali decise di raccogliere queste lettere e quelle giovanili dell'altra sorella, Eugenia, per farne un testo teatrale da rappresentare presso "La Maddalena" di Roma, luogo storico del teatro delle donne, forse non immaginava di gettare luce su una storia straordinaria, unica, che avrebbe suscitato ancora oggi interesse ed emozione.

In quegli anni ci si domandava se il privato poteva avere un significato politico. L'amore come rivoluzione? Oggi è molto cambiato. Questi sembrano discorsi banali e scontati. Eppure questa domanda resta sospesa in un limbo storico dove la sostanza delle cose sembra confondersi spesso con l'apparenza. E il testo di Adele, a più di trent'anni di distanza, ci restituisce tutto il peso di quella domanda in più facendoci conoscere l'uomo, Antonio, attraverso un'altra prospettiva, molto più intrigante e sfaccettata: quella delle donne (la moglie e le cognate). Un uomo con delle contraddizioni (forte, fragile, tenero, razionale, intransigente, accogliente, sordo...) che ha in ogni caso, segnato profondamente le loro vite. Un uomo, amato, cercato, desiderato, con disperazione nella lontananza e separazione (come nel caso della moglie Giulia che vivrà per il resto della sua vita in un andare e venire dai manicomi); assistito e curato per gran parte della sua prigionia ma in una vicinanza vissuta perennemente come sostituzione (nel caso della cognata Tatiana, donna con un corpo percepito solo attraverso la malattia); vissuto come antagonista affettivo per l'impossibilità ad avere una propria dimensione affettiva (nel caso dell'altra sorella Schucht, Eugenia, da giovane trepida innamorata proprio di lui, Antonio). Tre vite diverse con un denominatore comune: il senso di privazione, la corporeità mancata, negata, frustrata. Paradossalmente Antonio da celle strette e anguste, dentro un corpo martoriato riusciva a guardare il mondo e viveva nonostante tutto una sua vita, fatta di piccole cose quotidiane e di grandi idee. Le tre sorelle Schucht, dentro il vasto mondo, hanno proteso i loro corpi e le loro menti verso quelle celle rimanendone perennemente prigioniere.

Nello spettacolo una quarta donna, una donna di oggi che, nel mentre ci guida alla riscoperta di questa storia dove i sentimenti più profondi si intrecciano con vicende storiche e politiche, indaga dentro di sé alla ricerca di ciò che accomuna le donne, di ieri e di oggi.