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Meglio la prigione

22 aprile 2008
Autore
Nino Nonnis
Regia
Maria Assunta Calvisi
Con
Lucia Asuni, Daniela Cappai, Maria Teresa Loche, Bonaria Loddo, Marilisa Montisci, Anna Orrù, Carminetta Pillittu, Bruna Rubiu
Il gruppo delle "Solanesi" costituiscono un settore molto particolare ed atipico della nostra Compagnia. Fin dal loro esordio, nel 2001, con lo spettacolo "Donne si nasce, vedove si diventa", le "Solanesi" si sono imposte diventando un "cult" del teatro popolare in lingua.

Questa nuova produzione rispetta il percorso portato avanti negli anni: teatro in lingua sarda campidanese con una reinvenzione di codici e stilemi che ne fanno un teatro contemporaneo e originale e nello stesso tempo popolare e divertente.

"Meglio la prigione" (un testo scritto da Nino Nonnis appositamente per loro), racconta di un gruppo di donne conviventi, non per scelta, dentro le pareti di una prigione. Ognuna di loro ha una storia da raccontare, più o meno paradossale, più o meno strampalata. Vi arrivano un giorno una rumena, laureata lavavetri, che all'inizio innesca meccanismi di rifiuto e rivolta, la prestanome di un grosso finanziere noto alle cronache mondane, un'omicida di vicini di casa rumorosi.

Le nuove arrivate rimettono in gioco gli equilibri già delicati delle "padrone di casa", la moglie di un boss siculo, una sedicente "tonta" (che si rivelerà in ben altro modo), la fidanzata tradita che risolve con il sangue un fidanzamento troppo lungo di diciassette anni, due "eviratrici" che scoprono di conservare con amore e dedizione, tutt'e due, il “ricordo” dello stesso uomo, il loro amore evirato. Eppure davanti alla possibilità di uscire per un indulto provvidenziale che potrebbe restituire a tutte la libertà, scelgono di restare insieme, in prigione.

Lo spettacolo è sicuramente molto divertente anche se presenta momenti di tenerezza e nostalgia.