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La lingua fuori

7 gennaio 2006
Autore
Nino Nonnis
Con
Nino Nonnis

La lingua sarda, il cagliaritano soprattutto, è una lingua divertente, comica, beffarda, non solo quando la si parla, ma anche quando se ne parla.


Con questo intento “La lingua fuori” parla di lingua sarda, più o meno parlata, sempre meno forse, nelle sue varianti, ognuna importante e connotante per tempi, ritmi, gesti e pause.


Si parte dai tempi dei cartaginesi, quando cominciò a rischiare la scomparsa, per arrivare ai giorni nostri, che ancora conservano il ricordo di vecchie espressioni scomparse, di parole desuete, di modi di dire che spiegavano sociologia e relazioni tra persone.


Non è una tesi, se non per somma finale, è un inventario, affettuoso e autoironico, di constatazione parziale, di un uomo, che sarei io, di madre di Sindia, padre di Tortolì, cagliaritano per adozione e per affetto maturato nel tempo, sinnaese con mutuo prima casa, con tanti amici di Carloforte, un compagno di scuola di La Maddalena, testimone di nozze di due algheresi.


E quando questi parlano nei loro rispettivi dialetti me li godo tutti e se non li capisco mi godo i suoni e la mimica.


Mi fa piacere che mio figlio si sorprenda e mi chieda di spiegargli vecchie parole o vecchie frasi e se le gusti quasi come succedeva a me un tempo.