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Just married

7 gennaio 2011
Autore
Virginia Garau
Regia
Marco Nateri
Con
Daniela Melis, Carmen Porcu, Caterina Peddis, Francesca Cara, Virginia Garau
Costumi
Marco Nateri
Movimenti scenici
Marco Nateri
Musiche originali
Paolo Congia
Scena
Marco Nateri
Disegno luci
Giuseppe Onnis
Testo
Virginia Garau

Nel 1942 in Italia, già in guerra da due anni, ci si sposa per procura. A Roma, a Milano, a Venezia grappoli bianchi di spose al braccio di gerarchi in pompa magna percorrono le navate della chiesa tra ali di folla, al suono dei violini. I mariti sono rimasti al fronte. Il loro posto per le suggestive cerimonie è stato preso dai gerarchi d’alto grado. I matrimoni per procura hanno grande risonanza propagandistica ed esaltano il patriottismo delle coppie che realizzano il loro sogno “senza nulla togliere” alla patria in armi. Lo sposo è rimasto al suo posto in trincea, la sposa continuerà la sua battaglia al fronte interno. Finita la guerra si ritornerà a esaltare la moda del matrimonio con tutti i fasti della cerimonia. Nel 1960 i primi movimenti sociali in favore della parità dei sessi concede alla donna di sposarsi coi pantaloni.


La voce di Rita Pavone risuona nell’abitacolo della Volkswagen bianca: “Come te non c’è nessuno”, “Tu sei l’unico al mondo” e poi il benessere, in tutte le case italiane compaiono i primi elettrodomestici in primis la lavatrice, le vacanze, il “Ricominciamo da capo”. Ci si sposa soprattutto in Comune con il rito civile, nel 1980 la televisione incastra le donne al rito delle straordinarie telenovelas. E arriviamo al 2000; le nuove tecnologie avanzano, cellulari, pc, irrompe il Grande Fratello, la sposa veste casual.


Raccontare la nostra Italia dal 1940 ai giorni nostri attraverso il simbolo del matrimonio; questo mi viene offerto dal testo di Virginia Garau. Ancora donne e che donne... La sposa, la madre, la nonna, la zia e l’amica che in un vorticoso gioco equilibristico e di trasformismo (le attrici cambiano di ruolo nei vari decenni di secolo e chi era la sposa negli anni Quaranta diviene la madre negli anni Sessanta e così via) raccontano i loro stati d’animo, le loro pulsioni amorose, la voglia di cambiare; il tutto contrappuntato dalle musiche originali di Paolo Congia e da canzoni dell’epoca (di Rita Pavone, Antonio Prieto, Donatella Rettore, Giuni Russo, solo per citarne alcuni) che vengono cantate dalle stesse attrici in un gioco di varietà (come ricorda in scena la ribaltina-passerella) con coreografie e recitazione via via ispirata ai cosiddetti telefoni bianchi, ai musicarelli… insomma una commedia musicale… un gioco divertente per divertirsi e far divertire il pubblico.

just married locandina